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Mag 2, 2020 - POESIA    Commenti disabilitati su Le rose

Le rose

“…Era sbocciata la rosa

alla luce del mattino,

così rossa di tenero sangue,

che la rugiada si scostava;

così accesa sullo stelo

che la brezza si bruciava.

E che alta! E come splende!

Era tutta sbocciata!…”

Federico Garcia Lorca

Mar 5, 2019 - libero scrivere    Commenti disabilitati su Profumo di viola

Profumo di viola

viola

 

Quell’aroma inconfondibile

che cattura le narici e apre la finestra  dei ricordi.

Ricordi d’infanzia ,

del giardino segreto che scrutavo

ed immaginavo essere la foresta di Tarzan,

con i suoi mostri,

con le sue maestose fiere

e i fiori magnifici tra i capelli di Jane.

Bambine forti ed avventurose eravamo.

Alla ricerca di smeraldi incastonati in rocce

irraggiungibili ed impervie.

Il giardino prendeva vita con noi e per noi.

Ed é forse questo il segreto.

Lasciare entrare i ricordi

e ritornare bambini per un pò.

Grazie natura

Mag 6, 2015 - POESIA    Commenti disabilitati su Rosa di Maggio

Rosa di Maggio

rosa

Rosa di Maggio

dischiudi i tuoi petali

al caldo sole,

dona alla rugiada

il tuo rosso velluto,

conserva il nettare prezioso,

rilascia il tuo profumo

tra i prati verdi della vita.

Fiorisci sempre tra i giardini

della mia anima.

Ricordami la primavera

oltre l’autunno

dei miei pensieri.

Feb 10, 2012 - racconti    Commenti disabilitati su NUVOLE PASSEGGERE

NUVOLE PASSEGGERE

 

NUVOLE.jpg

A volte mi chiedo come il nostro passato sia così sfuggevole, lontano, offuscato dal presente; eppure basta poco per ritornare indietro nel tempo, un profumo, un’immagine, un colore, una canzone…

Durante i nostri periodi frenetici non esiste spazio per questi pensieri, siamo troppo occupati a vivere, a correre e sbuffare e così, fortunatamente, accadono situazioni

impreviste, non programmate e tanto benefiche…

Novembre aveva spogliato gli imponenti alberi di Via Carducci e una leggera nebbia offuscava   i lampioni già accesi. Stavo aspettando l’autobus delle 18.00, quando sentii una voce in lontananza che gridava il mio nome: “ Lisa, Lisaa ! “ Mi voltai sorpresa e vidi un tipo strano, avvolto nel giaccone scuro che stava correndo verso di me, mi raggiunse velocemente, si fermò e mi abbracciò. Mi staccai in fretta per guardarlo meglio, un lampo illuminò il mio viso, rimasi senza fiato: “ Luca, Luca Bettini, lo scapigliato  del corso di ragioneria ! “ Rimanemmo così, in piedi, vicini e felici come non mai. Mi accompagnò a fare la spesa, non smise un attimo di parlare, m’investì di racconti, di sorrisi, era così allegro… Ci fermammo a bere nella caffetteria di Via Gandolfi, era il nostro punto di ritrovo dopo la scuola serale. Luca era il mio compagno di banco e tra di noi esisteva una naturale intesa, un amicizia

sincera, ricca di ironia, sarcasmo ed umorismo che rendeva le tristi lezioni di ragioneria piacevoli serate spensierate. Stavamo ricordando le nostre piccole avventure e mentre parlava, mi accorsi che era cambiato, era più maturo, insomma, più uomo. No, non era solo quello, dietro al suo sorriso aperto, si nascondeva un “non so che” di triste. Non era da lui. Presi coraggio e gli domandai come stavano andando le cose, non gli nascosi la mia perplessità. Alzò lo sguardo lentamente ed i suoi occhi scuri cercavano i miei con insistenza: “ Lisa, io… non posso vivere lontano da te, ho bisogno di te, ogni giorno, ogni ora, mi manchi, mi mancano i tuoi occhi, il tuo sorriso, la tua voce. Da quando è finito il corso, e non ci vediamo più, io sono cambiato, all’inizio non capivo, ero confuso, davo la colpa al lavoro ad altre cose, invece ora è tutto più chiaro, Lisa, io ti amo.” Non dissi nulla, rimasi senza fiato, incredula e confusa. I rumori della caffetteria diventarono sempre più assordanti ed invadenti, mi alzai di scatto ed uscii di corsa. Mille pensieri si rincorrevano nella mia mente, “ com’è possibile? Luca, l’amico di sempre, non mi sono mai accorta di nulla, tra noi esisteva una pura e semplice amicizia. I suoi sguardi erano innocente, ne sono sicura. Davvero sicura ? Io, com’ero? Normale, contenta, allegra, non lo mai provocato intenzionalmente…. Forse una volta, inconsciamente, ma cosa sto pensando? Dove sono ?” Ho camminato a lungo, senza rendermi conto della strada, meno male ero arrivata a casa .Già, a casa, il mio rifugio tranquillo e beato, il nido d’amore per eccellenza creato con pignoleria ed attenzione da me e Francesco, il mio fidanzato. Un unione serena, forte e complice consolidata durante questi tre anni vissuti insieme, siamo felici e ci amiamo. Qualche giorno fa abbiamo deciso di sposarci ed avere dei bambini. Il nostro futuro si affaccia lentamente, tranquillamente, senza sorprese e cambi di binari, è giusto così, va bene così, la mia tranquillità prima di tutto ! E adesso dove sono finite  la mia proverbiale calma, la mia capacità di riflessione  e soprattutto la mia cara amica Ragione? Perché me ne sono andata, perché non ho voluto affrontare Luca o meglio me stessa ? Forse provo anch’io qualcosa per lui, i suoi occhi così profondi e le sue mani grandi, nervose…

Una situazione così romantica, coinvolgente, da” romanzi rosa “irrompe nella vita e io cosa faccio? Tremo come una foglia al vento…Sensazioni differenti percorrono il mio cuore un po’ fragile, devo ammettere, compiaciuto e corteggiato da un nuovo amore. Cosa devo fare? Non lo so. Un soffio d’aria rinfresca il mio viso caldo, apro gli occhi e difronte a me Francesco mi sta guardando “ Amore, svegliati, hai fatto un brutto sogno, ora è tutto finito, ci sono qua io”.