Dic 12, 2019 - libero scrivere    No Comments

Primo giorno di neve

NEVE

Questa mattina…scende lieve e mi é venuto

in mente questo libro:

 

DA ” NEVE” MAXENCE FERMINE:

 

” …e si amarono l’un l’altro sospesi s u un filo di neve.”

” Cos’é l a poesia ? ” domandò il monaco.

” E’ un mistero ineffabile”, rispose il monaco.

Un mattino, il rumore della brocca dell’acqua che si spacca fa germogliare nella testa una goccia di poesia, risveglia l’animo e gli conferisce la sua bellezza. E’ il momento di dire l’indicibile. E’ il momento di viaggiare senza muoversi. E’ il momento di diventare poeti. Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un haiku. Un mattino ci si sveglia. E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene.

Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere.”

 

“Il freddo é acuminato

Bacio un fiore di prugno

In sogno “

Haiku del maestro Soseki

 

” Lì dove viveva Yuko la neve era la poesia dell’inverno “.

La neve secondo Yuko:

” E’ bianca. Dunque é una poesia. Una poesia di una grande purezza.

Congela la natura e la protegge. Dunque é una vernice. La più delicata vernice dell’inverno.

Si trasforma continuamente. Dunque é una calligrafia. Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve.

E’ sdrucciolevole. Dunque é una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo.

Si muta in acqua. Dunque é una musica. In primavera trasforma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche.”

Haiku scritti da Yuko:

” Musica di neve

Grillo d’inverno

Sotto i miei passi “

 

” Neve limpida

Passerella di silenzio

E di bellezza “

 

” Era una funambula e la sua vita seguiva una sola linea .  Retta. “

” In verità, il poeta, il vero poeta, possiede l’arte del funambolo. Scrivere é avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere é avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro.

Il diffcile non é elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non é neppure andare dritto su una linea continua e talvolta interrotta, da vertigini effimere quanto la cascata di una virgola o l’ostacolo di un punto. No, il difficile, per il poeta, é rimanere costantemente su quel filo che é la scrittura, vivere ogni ora della vita all’altezza del proprio istante, dalla corda dell’immaginazione.

In verità, il difficile é diventare funambolo della parola “

 

” Le stagioni si sgranarono nella clessidra del tempo .  Giunse l’inverno, e con esso le prime nevicate. E con la neve giunse il primo inchiostro della prima poesia sulla carta di seta. Vergando sulla pergamena quelle prime parole, Yuko sentì il cuore farsi più leggero. Ma fu una breve illusione. Solo la poesia rendeva più leggero il peso del suo dolore. Quando posò la penna, sentì il cuore tornare freddo come il ghiaccio. Fu un’inverno lungo, di un candore smagliante.”

” Ci sono due specie di persone.

Ci sono quelli che vivono, giocano e muiono.

E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.

Ci sono gli attori

E ci sono i funamboli. “

 

 

Primo giorno di neveultima modifica: 2019-12-12T15:22:11+01:00da cigno39
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