Mag 27, 2017 - libero scrivere    No Comments

HERR FRITZ BAUER… DIMENTICATO…DALLA STORIA

FILM

” LO STATO CONTRO FRITZ BAUER”

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ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

Ciò che mi é subito balzato in mente

é stata la forte analogia tra alcuni nostri bravi cittadini italiani devoti

al dovere,

alla Democrazia,

alla giustizia.

Lasciati soli, come Fritz Bauer dal proprio Stato,

dalle proprie Istituzioni,

fanciulli ripugnati dalle proprie madri,

ostacolati dai padri,

isolati dagli amici.

Lottano, combattono in nome dello Stato,

in nome delle Istituzioni in cui ripongono la massima fiducia

combattono i criminali

e vengono lasciati soli.

Fritz Bauer diceva che la democrazia va praticata ogni giorno

con il proprio comportamento, con le proprie azioni quotidiane.

Ed é stato fortemente osteggiato….

ha provato grandi delusioni…

 Non ha mai ceduto.

Ha continuato con determinazione e passione

anche al di fuori del suo lavoro

battendosi per i diritti civili.

Grazie Fritz

Fritz-Bauer

TRATTO DA INTERVISTA A:

OLIVIER GUEZ

” Se l’organizzatore della soluzione finale Adolf Eichmann un giorno di maggio 1960 ha dovuto interrompere la sua vita serena in Argentina, turbata solo dallo scrupolo di «non avere finito il lavoro», come diceva, lo si deve in buona parte alla determinazione del procuratore tedesco Fritz Bauer. Un personaggio dimenticato dalla Storia, che lo scrittore e giornalista francese Olivier Guez ha raccontato anni fa nel saggio L’impossibile ritorno, storia degli ebrei in Germania dopo il 1945 (Flammarion) e ora, da co-sceneggiatore, nel film Lo Stato contro Fritz Bauer.

Bauer era un ebreo tedesco, un patriota socialdemocratico, costretto a rifugiarsi in Danimarca all’avvento del nazismo. Alla fine della guerra tornò a Francoforte e da magistrato si mise in testa di ridare onore al suo Paese cercando di processare i responsabili dell’Olocausto. Nella Germania degli anni Cinquanta i più teneri lo trattavano da scocciatore invasato; i servizi segreti tedeschi, ancora pieni di ex nazisti, cercavano di fermarlo.

Come ha riscoperto il personaggio di Fritz Bauer?
«Facendo le ricerche per il libro sul ritorno degli ebrei tedeschi in Germania. Avrei dovuto imbattermi su di lui immediatamente invece non è stato così. Questo mi stupì molto, all’epoca. Il libro è uscito in Francia nel 2007, e dopo la sua traduzione in Germania nel 2011 il regista Lars Kraume mi ha contattato per pensare insieme a una sceneggiatura. Anche lui non conosceva Fritz Bauer. Tutti sanno che Eichmann è stato catturato in Argentina dal Mossad, poi processato e impiccato a Gerusalemme nel 1961, ma non che gli israeliani sono stati messi sulle sue tracce da Bauer».

Come si spiega questo oblio?
«La Germania ha un rapporto con il passato più complicato di quanto noi vogliamo credere. Solo l’attore protagonista del film, Burghart Klaußner, che è nato nel 1949, si ricordava di Fritz Bauer e della sua morte nel 1968, per lui era qualcuno di importante, è stato uno dei pochi tedeschi che hanno cercato di ri-appropriarsi del loro passato. Abbiamo in testa un’immagine falsa di una Germania che si è messa subito al lavoro per farsi l’esame di coscienza. Ma questo succede solo alla fine degli anni Settanta e agli inizi degli Ottanta, quando la generazione della guerra — i quadri nazisti erano piuttosto giovani — va finalmente in pensione».

Fritz Bauer è un ebreo tedesco che aiuta Israele, ma i suoi rapporti con gli israeliani non sono facili.
«È un aspetto molto interessante, che discende dalla storia dell’ebraismo europeo. Una delle scene più forti, alla quale abbiamo lavorato a lungo, è l’incontro di Bauer con il capo del Mossad a Gerusalemme. Gli ebrei tedeschi e quelli dell’Europa orientale si detestavano. I primi si sentivano emancipati e colti, parlavano tedesco e disprezzavano quel dialetto germanico che è lo yiddish; i secondi a loro volta non amavano gli ebrei tedeschi, che a loro parere avevano abbandonato la tradizione e il patrimonio ebraico per fingere di essere tedeschi. Fino al nazismo e alla guerra gli ebrei tedeschi erano in posizione di forza, si sentivano più moderni e civilizzati. Ma nel dopoguerra in Israele ci sono gli ebrei partiti anni prima verso la Palestina dall’Europa dell’Est: bielorussi, polacchi, ucraini. È la grande rivalsa nei confronti degli ebrei dell’Ovest, che in Israele arriveranno dopo».

Mag 25, 2017 - libero scrivere    No Comments

Bye bye Sir

Bye bye Sir Roger Moore…

Sono cresciuta guardando Simon Templar,

sognando i tuoi  occhi azzurri ed il tuo viso da “furbetto”,

accativante nei tuoi abiti eleganti,

divertente con il tuo English humor,

l’angelo ed il diavolo in un uomo solo.

E poi insieme a Tony Curtis

hai superato te stesso,

mi hai fatto tanto ridere,

non vedevo l’ora di arrivre a casa da scuola

per vederti e sorridere.

Non potevano che scegliere te

per il ruolo di 007…

eri perfetto…

il tuo sorriso ha reso felici tanti bambini,

anche quelli meno fortunati di me,

hai portato la gioia e la pace in giro per

il mondo…

ora te ne stai in spiaggia…

sorseggi il tuo Martini…all’ombra di una Palma

e sussurri parole dolci alla donna affascinante al tuo fianco…

Mi piace ricordarti così

” For your eyes only “

Mag 23, 2017 - libero scrivere    No Comments

Vite Spezzate

Mi piace ricordarli così,

sorridenti,

divertiti,

felici.

Piccoli momenti di serenità,

piccoli momenti di giovialità

piccoli momenti di “normalità”.

Due amici, due uomini che credevano negli stessi ideali,

moralità,

onestà,

serietà,

fiducia nel proprio lavoro.

Due grandi esempi

da ricordare

perché  è la memoria

che sconfigge gli incapaci.

BOSELLINO E FALCON EIN DUE

Paolo Borsellino

“È normale che esista la paura in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.”

Giovanni Falcone

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”

Mag 13, 2017 - POESIA    No Comments

PAPAVERO

11726436-Un-fiore-singolo-papavero-rosso-che-cresce-attraverso-asfalto-Archivio-Fotografico
Papavero tu forte sei
cresci tra l’asfalto
lungo i fossi
in mezzo ai campi.
Libero sei,
diffondi il rosso vivo
come sangue fluttuante
sventoli i petali tra il grigio,
vele spiegate nel mare anonimo.
Pianta medica sei
il tuo bianco latte lenisce le ferite,
i tuoi chicchi neri profumano i cibi.
Rendi felici coloro che sono tristi
Ravviva gli animi delle persone perfette
macchia le loro candide camice
troppo stirate, in linea con il dovere,
in linea con la normalità.
Vivere é sudore, sangue, dolore, gioia, carne e morte.
Guardo te e vedo me.
Ti pieghi ma non ti spezzi.

® FB –

da: “Stagioni”

Federica Bignardi

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