Browsing "libero scrivere"
Giu 12, 2012 - libero scrivere    No Comments

TEMPO DI ESAMI

Ragazzi, che emozione! Ritornerei a scuola su due piedi! Ritornerei dai miei prof con il sorriso della sapienza. Mi siederei di nuovo e racconterei loro tutto ciò che ho imparato, soprattuto storia e letteratura. Farei con loro un bel dialogo, uno scambio di opinioni su ciò che ho letto. E’ questo lo spirito giusto. L’esame é una sfida con noi stessi, é una prova delle nostre capacita’. Mia figlia sta facendo in questo momento la prova scritta di italiano. Sono passata in macchina, prima, davanti alla scuola e le ho mandato un bacio d’augurio. Come a volerla rassicurare, come a volerla incoraggiare. A quarant’anni suonati, bé, hai una sicurezza interiore che a 14 anni non hai. E’ per questo che servono gli esami, a fortificare, a rendere quella corazza sempre più spessa perché nella vita sempre sempre! In bocca al lupo tesoro!

Al termine del liceo, abbiamo cantato insieme ai miei compagni la canzone di Freddy Mercury ” We are the champion”. La dedico a mia figlia.

ecco il link http://www.youtube.com/watch?v=KFfCKy0nKr0

 

Giu 7, 2012 - libero scrivere    No Comments

GABRIELE D’ANNUNZIO ED IL VITTORIALE

Ecco alcuni scritti che mi stanno particolarmente a cuore.

l’atmosfera che si respira al “Vittoriale” é unica nel suo genere. Vi rimando alle foto…la villa guarda il lago ed il lago guarda la villa…l’uno senza l’altro…non avrebbero ragione d’esistere…Lui amava ascoltare Debussy e il suo enigmatico “Clair de Lune”…me lo immagino seduto nel suo giardino…a leggere…vicino alla piccola fontana con le ninfee…assorto…leggero…nel suo abito bianco…

 

ecco il link

 

http://www.youtube.com/watch?v=FG9aWvSxtMU

 

 

 

 

da Gabriele D’Annunzio a Jouvence

( lettera )

 

“In questa notte nera, la corona delle tue braccia m’è come una costellazione indelebile. Perché oggi, in quei pochi attimi di sogno, ho avuto dalle tue giovani braccia una sensazione luminosa, come se tu avessi cinto d’un fuoco bianco la mia tenerezza e la mia tristezza? Esiste un fuoco fresco ? Non saprò mai dirti quel che provo, quel che tu mi dai. Tra l’ebbrezza di ieri e quella d’oggi, non v’è stato per me che supplizio corporale e inquietudine interiore. Tu hai ascoltato, con l’indulgenza più delicata, le mie confessioni. La grazia del tuo volto attento sembrava modellarsi sulla mia sofferenza. Poco a poco, credevo di sentire la sostanza del tuo corpo cambiarsi in una specie d’amore caritatevole. Credevo di assistere a un miracolo inaudito: il frutto voluttuoso che si muta in fiore sensibile! Puoi capire ? Mai tu m’avevi preso fra le tue braccia con tanta dolcezza. Io ti parlavo delle mie voluttà tormentose e menzognere; e, senza parlare, tu calmavi il mio dispiacere, rinfrescavi la mia bruciatura, consolavi i miei rimpianti e i miei rimorsi. E, come tu non m’avevi mai coronato con braccia cosi tenere e cosi chiare, tu non avevi mai avuto labbra cosi musicali. La tua carezza era come una melodia infinita. Ogni moto delle tue labbra era un accordo che, ogni volta, sembrava compiere la perfezione della mia estasi. Eri una dolce piccola anima con delle labbra. Eri la bocca stessa dell’Amore che guarisce. Ed eccomi solo, nella notte ! Tu eri seduta là. Qualche filo d’oro riluce nella tua testa bruna… Come l’altro giorno, quando il mio desiderio ti chiamava, sei riapparsa? M’hai lasciato di te una sensazione luminosa. Mi sembra d’avere della luce sulla punta delle mie dita, come se avessi toccato il fosforo. Dormi ? Tu circondi forse con le tue braccia il sogno dell’amico insonne. Il tuo seno sinistro mi chiama e si offre… Vorrei che il mio grido giungesse fino a te; vorrei che il mio desiderio traversasse il lago scuro fino al tuo giardino umido… Tenterò di farti giungere questa lettera notturna. Sarai forse contenta di stringerla sul petto o di farne il tuo guanciale. Le tue braccia chiare e tenere sono l’unica aureola della martire Notte. “

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ho vissuto più in quindi giorni che in quindici anni; e mi sembra che nessuna delle mie lunghe settimane di dolore eguagli in acutezza di spasimo questa breve settimana di passione. Il cuore mi duole; la testa mi si perde; una cosa oscura e bruciante è in fondo a me, una cosa ch’è apparsa all’improvviso come un’infezione di morbo e che incomincia a contaminarmi il sangue e l’aniam, contro ogni volontà, contro ogni rimedio: il Desiderio. “

 

“ Memento audere semper …ricorda di osare sempre “

 

“ Vivere ardendo e non bruciarsi mai. “

 

“O rinnovarsi o morire. “

 

“Questa spiritualizzazione del gaudio carnale, causata dalla perfetta affinità dei due corpi era forse il più saliente tra i fenomeni della loro passione. Un bacio li prostrava più d’un amplesso.”

 

 

“Credete voi che ci sia più nobiltà d’animo e di arte ad immaginare in una sola unica donna tutto l’Eterno feminino, oppure che un uomo di spiriti sottili ed intensi debba percorrere tutte le labbra che passano, come le note d’un clavicembalo, finché trovi l’Ut gaudioso?”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA PIOGGIA NEL PINETO

 

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria secondo le fronde
più rade, mmen rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, Ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

 

Feb 15, 2012 - libero scrivere    No Comments

Senza titolo

Se le parole non sono in grado di esprimere

i pensieri del cuore, lascia che siano gli occhi i veri

ed unici tramiti tra te ed il mondo.

 

Feb 15, 2012 - libero scrivere    No Comments

RABBIA

 

temporale.jpgLa rabbia non è altro che un temporale estivo,

passeggero, impetuoso ed allarmante.

Dietro se lascia un lungo ed interminabile

Arcobaleno.