Nov 11, 2017 - POESIA    No Comments

San Martino – Giosue’ Carducci

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Nov 6, 2017 - HAIKU    No Comments

HAIKU

Ridon le foglie

dei colori del sole

freddo nel cuore

the colours of autumn – gymnopedie no.1 -Erik Satie

E’ cosi dolce perdersi….tra queste note…

 cullano i pensieri e li tengono stretti

al caldo…

lontano dal freddo…

Nov 2, 2017 - POESIA, Senza categoria    No Comments

DUE NOVEMBRE

PAPA'

Rami secchi scuri

 contro il cielo azzurro

Trame contorte dei miei pensieri

Fitte ragnatele dentro la mia mente

Nudo è l’albero, spoglio è il ramo

desolata la mia anima.

Padre, tornerai da me?

Padre, leggerai ancora con me?

Digiuno di te il mio Io,

in attesa di te le mie braccia,

ridenti di te i miei occhi,

sei quasi a casa.

 Ti siederai, fumerai una sigaretta

E leggerai il giornale, con i tuoi

Occhiali sul naso, e le gambe accavallate.

Mi chiamerai, criticherai l’articolo ed

Insieme rideremo delle parole.

Torneranno mai quei momenti con te?

Sorriderai ancora guardandomi?

Mi darai la buonanotte con la mano

Sul mio capo assonnato?

Torneranno quando io ti avrò lasciato

Andare.

Torneranno quando io non piangerò più

Per te.

Torneranno quando io non sarò

Più legata a te.

Ti incontrerò solo nel posto

Delle anime bianche,

nel giardino di margherite,

nel cielo azzurro delle farfalle.

Aspettami papà.

Questa canzone di Lorenzo é poesia pura, tocca le corde del cuore con maestria,

musica e parole per te, sono sicura che ti piace ….ciao papi

https://www.youtube.com/watch?v=4w4flJ9UuWk

Set 28, 2017 - libero scrivere    No Comments

” Lettera ad una figlia in crescita “

SCOGLIO

“Lettera ad una figlia in crescita”

 

 

Tesoro bello, un altro  giro di boa nel mare infinito della tua vita, un altro scalino da fare di corsa e con il fiatone di gioia come quando correvi ai giardini, un nuovo ed importante canestro da battere con concentrazione e determinazione a tu per tu  con la sfida di una imminente partita, una meta sofferta, sudata, studiata ed ottenuta con le tue forze e le tue capacità: l’Università, la via che ti aiuterà a raggiungere i tuoi obbiettivi e di tuoi sogni. Il trampolino di lancio verso il futuro ti porterà a conoscere una città nuova, viva e vegeta come Bologna, verso costruttive amicizie, la condivisione, l’apprendimento, lo studio e le soddisfazioni personali. Ti guardo sorridere alle nuove coinquiline, i tuoi occhi di lago brillano del tuo sole interiore, che spesso nascondi dietro nubi protettive ma che luccica dentro di te, ti aiuto a preparare il letto e non mi sembra vero, non siamo al mare in vacanza, siamo nella tua nuova camera, nel tuo appartamento. Sei serena e soddisfatta, mentre io sono in confusione, prepari l t ue cose e io ti guardo, sei  sicura e concentrata come nulla fosse, io me ne sto lì a seguire i battiti del mio cuore senza contarli. Ti bacio sulla guancia e ti sorrido, sono fiera di te e della donna che stai diventando. Un ultimo saluto, chiudiamo la porta, scendo le scale quasi di corsa perché non voglio farmi vedere mentre piango, mentre lacrime di gioia mista a sofferenza scendono spontanee.

Bonne chance, Aurora..

Set 10, 2017 - libero scrivere    No Comments

MANTOVA FESTIVALETTERATURA 2017 – TRIESTE – LA CITTA’ INTERIORE

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EVENTO N° 210

” SE SON ITALIAN, PERCHE’ ME CIAMO COVACICH? “

Mauro Covacich e il suo Premio Campiello:

” La città interiore”

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“La città più meridionale dell’Europa del Nord ”  per raccontare la propria vicenda personale

ed accompagnarci lungo le strade di questa splendida città con l’inconfondibile ironia Triestina, diretta, efficace e senza fronzoli.

Dopo tutto, i triestini devono coniugare tre lingue, tedesco, triestino e slavo e nei secoli hanno trovato un parlato essenziale che spesso ti spiazza.

Il bambino é diretto al Borgo Teresiano, vicino alla chiesa con la cupola blu, vicino al Canale, vicino alle bancarelle di Ponterosso.

Sa dov’é. A sette anni si muove in città come un migratore lungo le rotte celesti. Non conosce i nomi delle vie, segue riferimenti emotivi, talvolta

geometrici, i c olori delle insegne, le fughe di luce verso la marina, i volumi dei pieni e dei vuoti tra i palazzi, le chiome degli alberi. Ha una bussola

interna, l’infallibile magnetismo di un uccellino cresciuto per strada.”

” Ah ecco. E’ una giornata importante, papà risponde senza reticenze, le piastrelline del mondo si sistemano una ad una nel mio planisfero mentale. Zona A e Zona B, buoni e cattivi, palestinesi e israeliani, indiani e cow boy, noi e i titini.

Sì ma chi xe i titini?

 I jugoslavi, i abitanti dela Jugoslavia.

E noi papà, chi semo?

Ah-ah-ah, i italiani, chi semo se no, tandùl “

” I miei pensieri andrebbero espressi tutti in dialetto, evito di farlo solo per non appesantire il testo più del necessario, ma i triestini pensano così, e sarà solo al terzo anno di permanenza fuori città che una mattina, da giovane insegnante di liceo di Pordenone, mi alzerò dal letto sconvolto per aver sognato in italiano. “

Grazie Mauro, mi hai riportato un pò a sentirmi come te…

Chi vive in una città di confine e si abitua a vivere in due modi diversi

e chi vive in una città ed é nata in un’altra e porta dentro di se due modi di essere differenti

ma sempre uno.

Il cielo grigio di oggi mi ricorda le giornate invernali in riva al mare, con il vento tra i capelli

ma, al posto delle onde trovo magnifici monumenti, e le fronde agitate degli alberi secolari.

Entrambi mi donano gioia.

Che sia finalmente armonia interiore?

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